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  • Immagine del redattoreFrancesco Bigotto

QATAR 2022: LA GESTIONE PSICOLOGICA DI UN MONDIALE ATIPICO

Aggiornamento: 2 mag 2023


Il campionato maschile di calcio di serie A è andato in archivio per quasi due mesi, fra poco inizieranno i Mondiali, organizzati in Qatar. Per la prima volta nella storia si giocheranno in autunno inoltrato: esordio il 20 novembre e finale il 18 dicembre.

Sostanzialmente la stagione regolare subirà una brusca e inedita interruzione per permettere la disputa dei Mondiali. Oltre alla delicata gestione del fisico e della preparazione, in un momento che si colloca a metà stagione, è importante anche la gestione degli aspetti mentali, sia per i giocatori che vanno al Mondiale sia per quelli che rimangono ad allenarsi con i rispettivi club di appartenenza.

Vediamo quali sono questi fattori psicologici.

La gestione della motivazione è il primo tema importante. La motivazione non è come un interruttore della luce che si accende, si spegne e si sposta da un evento all’altro con un semplice click. I momenti critici, per chi è convocato in Qatar, quindi, sono sicuramente il passaggio motivazionale dalle competizioni dei club, all’obiettivo del Mondiale, e poi il ritorno, un’altra volta, agli obiettivi del club di appartenenza, gestendo le scorie derivate dall’andamento della competizione internazionale. Per chi non è convocato al Mondiale, invece, occorre ridurre la motivazione per un periodo di riposo, per poi tornare ad aumentarla nel momento della ripresa delle attività.

Una seconda abilità mentale da gestire nel migliore dei modi, strettamente legata alla motivazione, è la concentrazione. La presenza di un necessario momento di riposo, l’interruzione delle competizioni ufficiali per alcuni e il cambio di competizione per altri, la ripresa degli allenamenti a ranghi ridotti, sono tutti fattori che possono portare a una forte riduzione della componente di concentrazione.

Da un punto di vista relazionale, poi, è complicato l’adattamento ambientale al gruppo della nazionale, con cui si vivono periodi più brevi e meno frequenti durante l’anno. Inoltre, essendo il Mondiale collocato a metà stagione, il periodo di ritiro e preparazione è ridotto a una sola settimana scarsa, considerando anche il trasferimento in Qatar. Anche l’adattamento al clima, all’ambiente, agli orari delle partite e al fuso orario della nazione ospitante sono degli elementi sociali a cui prestare particolare attenzione.

Un aspetto che è stato sottolineato e criticato è l’atteggiamento dei giocatori convocati o convocabili per il Mondiale nelle settimane immediatamente precedenti. In alcuni casi sono sembrati trasparire una maggiore prudenza nel recupero dagli infortuni e un minore coinvolgimento fisico per evitare gli infortuni stessi. La ‘paura di farsi male’ è stata un po’ il fantasma che aleggiava negli spogliatoi e sui campi per i giocatori che temevano di vedersi infrangere il sogno di rappresentare la propria nazionale.

È chiaro, quindi, che il compito di allenatori e preparatori è fondamentale nell’organizzazione delle settimane di pausa da un punto di vista fisico e tecnico-tattico. Però, in una situazione così anomala, risulta fondamentale anche il contributo di specialisti dell’aspetto psicologico, per poter gestire al meglio la sosta e preparare la ripresa.



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